Torpedo Blu
€ 1.290 · spedizione esclusaIntrecci e colore in una borsa che ha anche una storia fantastica. Guardala da vicino.
Borse, accessori, oggetti e materia per la scena. Ogni creazione nasce dalle mani, cambia strada mentre prende forma e diventa un pezzo unico.
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01 / Cesira
Intrecci e colore in una borsa che ha anche una storia fantastica. Guardala da vicino.
Un oggetto tira l’altro. Ogni forma chiede un materiale, una soluzione e un tempo tutti suoi.
Accanto a Torpedo Blu vivono borse, accessori e piccoli oggetti nati dalla stessa curiosità. Qui trovi i pezzi già realizzati, ciascuno con il proprio carattere. Per acquistare un pezzo unico o chiedere una creazione su misura, scrivi direttamente a Bruna.
Similpelle, motivo interno ed esterno, manico lavorato a uncinetto e accessori metallici.
Fettuccia morbida, fiori a contrasto, fodera in cotone e manico a uncinetto.
Una forma compatta da portare addosso, accompagnata dal portachiavi coordinato.
Piccolo, rigido e agganciabile, con fodera in cotone e dettagli cuciti a mano.
Una borsa capiente per passeggiare e lavorare, con fodera in feltro e quattro tasche.
Una borsa morbida a tracolla, con intrecci rosa e viola e chiusura a cerniera.
Lo stesso filo di Smeralda, lavorato in una forma diversa: patta a onda, chiusura rotonda e tracolla liscia.
Cesira entra anche negli oggetti di casa e incontra il lavoro teatrale di Bruna.
Un intreccio di petrolio, turchese, blu e riflessi cangianti. La geometria dei motivi cambia con la luce e con il movimento: Torpedo Blu ha il carattere di un oggetto scenico e la funzione di una borsa da vivere.
È il risultato di ricerca, prove e lavorazione paziente. I dettagli sono parte del racconto: il ritmo dell’intreccio, i manici, la chiusura, l’interno.
Pezzo unico disponibile nello shop OpenArtLuxuryCrafts.
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Assistenza post-acquistoSe nel tempo dovesse cedere un punto o si danneggiassero la lampo, un manico o un accessorio, contatta Cesira: valuterà personalmente il ripristino. Gli interventi dovuti a difetti di realizzazione sono inclusi; eventuali danni accidentali e materiali da sostituire saranno valutati prima dell’intervento.
Le fotografie mostrano la borsa reale: trama, manici, apertura e il suo incontro con la scena. In uno scatto, soltanto il fondale cittadino è elaborato con IA.
Cesira ha lasciato che la borsa prendesse altre strade, impossibili da percorrere con i soli gomitoli.
L’originale esiste.
Poi ha cominciato a sognare.
Queste immagini e i video sono elaborazioni creative con IA: esplorano l’immaginario di Torpedo Blu. Le fotografie della borsa reale si trovano nella sezione dedicata più sopra.
Un giorno Bruna si alzò diversa. I suoi piedi la portarono verso vecchi gomitoli immagazzinati sul fondo dell’armadio, conservati soltanto per non rischiare di buttare qualcosa di utile. Le mani iniziarono a cercarli e ad accostarli con una competenza che Bruna non sospettava di avere. Aveva mille altre cose urgenti da fare. Invece cominciò a lavorare all’uncinetto una borsa. Ne uscì un progetto che Bruna non sapeva fare.
I primi segnali d’allarme. La borsa avrebbe potuto essere un episodio isolato. Ma le mani non si fermarono. Cercavano altri fili, provavano accostamenti, ricominciavano senza che Bruna ricordasse di averlo deciso. Qualcosa stava prendendo confidenza con il suo corpo. All’inizio quasi con discrezione.
Poi arrivarono gli acquisti sui maggiori e-shop: materiali misteriosi dei quali ignorava perfino la funzione. Appena comparivano, vi si buttava a capofitto, come in trance. I suoi pensieri, fino al giorno prima abitati soprattutto da testi teatrali e passi di tango, erano stati sequestrati.
Si bloccava a osservare un angolo della casa, immaginandovi un albero di due metri fatto all’uncinetto. Studiava l’archetto della cucina pensando a un arazzo handmade. Pavimento, poltrone e perfino parte del ripiano della cucina furono invasi da fili, aghi e uncinetti, capaci di nascondersi proprio nel momento di massimo furore creativo.
Di notte, dalla stanza, arrivavano piccoli rumori. Un cassetto che scorreva. Un gomitolo che cadeva. Bruna pensava fosse il gatto. Bruna non aveva un gatto.
Cesira — una signora emiliana che Bruna non aveva mai conosciuto e che probabilmente era passata a miglior vita durante uno dei suoi «lavoretti» — doveva essersi terribilmente annoiata nella propria destinazione finale. Forse lassù non c’erano mercerie.
Così aveva cercato un corpo disponibile. E la possessione era cominciata.
Si sentì sbattere la porta. Casimira, la solerte e concreta donna delle pulizie che pure si era ricavata un certo spazio dentro Bruna, se n’era andata indignata. Sul tavolo lasciò un biglietto: «Finché c’è quella, io non torno».
Da allora convivono. Casimira, ogni tanto, apre cautamente la porta, guarda il pavimento coperto di fili e se ne va di nuovo. Le creazioni che avete visto sono le prove materiali della possessione.
Raccontale colori, forma, funzione o anche soltanto un’intuizione. Insieme potrete immaginare una creazione che ancora non esiste.
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